Conosciuto dal pubblico come “quello che doppia gli anime zozzi” o anche “come patrono degli Hentai”, nell’ultimo anno Eric Cancanelli ha fatto molto parlare di sé per la sua iniziativa di portare i prodotti “hot” giapponesi al pubblico italiano, tanto in forma videoludica o quanto audiovisiva.

Per fare luce su questa misteriosa figura occorre però, come in ogni storia che si rispetti, partire dal principio.

Eric Cancanelli nasce nel 1994 a Moncalieri, piccola città in provincia di Torino. Terminato il ciclo di studi della scuola dell’obbligo, decide di intraprendere un cammino artistico, frequentando scuole di teatro e cinema. Dopo diversi anni si avvicina alla sua vera vocazione: il doppiaggio. Così, dopo alcuni lavori svolti in diversi studi di doppiaggio come freelance, decide di mettersi in proprio.

Nasce così nel 2018 Erixstudio, lo studio di doppiaggio e localizzazione firmato Eric Cancanelli, che riscuote sin da subito un grande interesse da parte degli addetti ai lavori. Le richieste di formulare dei corsi che insegnino a doppiare sono tali che, nel 2019, la Erixstudio viene consacrata anche come scuola di doppiaggio.

Nella breve vita dello studio, Eric Cancanelli incontra diversi sviluppatori di prodotti videoludici sparsi per il mondo e con alcuni di questi rimane in ottimi contatti, arrivando a capire che lo sviluppo estero di videogame non vuole avere a che fare con il mercato italiano a causa della puntuale “malagestione”: prezzi troppo alti e poca attenzione al prodotto allontanano infatti gli sviluppatori indipendenti dall’idea di far localizzare i loro videogame nel Belpaese.

Dopo aver raccolto e compreso queste criticità, Eric decide di formulare un nuovo protocollo logistico interno allo studio, descrivendo nel dettaglio le modalità per un corretto trattamento di una localizzazione estera: i clienti ne sono entusiasti e da allora si affidano alla Erixstudio per far localizzare i loro prodotti. Ad oggi, il protocollo viene divulgato solo entro le mura dell’Erixstudio.

Ma cosa c’entrano gli Hentai?

Per Eric gli Hentai non sono un “guilty pleasure”, ma una passione concreta e definita: l’argomento “sesso e dintorni” non dovrebbe essere più relegato all’angolo oscuro del tabù; con le dovute precauzioni, tutti dovrebbero usufruire di prodotti pornografici con la stessa apertura con cui si approcciano ai comuni prodotti di intrattenimento.

A spingerlo ad aprire una sezione dedicata esclusivamrnte alla localizzazione e al doppiaggio di Hentai, dunque, sono passione e volontà di facilitare la fruizione di questi prodotti.

<<Prima che arrivassi io, la gente utilizzava il genere Hentai solo per fare più visualizzazioni: nessuno vedeva questo mondo come un arte>> dichiara in un’intervista. <<È arrivato il momento di cambiare le cose>>.